23 set 2013

God bless Kwame Nkrumah.



Oggi è giorno di festa in Ghana. Non si lavora, non si fa nulla. Anche noi ci adeguiamo e ci lasciamo coccolare dalle coperte fino a tarda mattina.

Kwame Nkrumah fu il primo presidente della Repubblica Ghanese e fu colui che guidò il paese alla decolonizzazione, che avvenne nel 1957. Il Ghana fu
il primo paese d’Africa a liberarsi dei coloni, inglesi in questo caso, grazie alle rivoluzionarie idee sulla decolonizzazione e sul Panafricanismo del suo primo leader. Qui è visto come una figura importantissima e da ricordare con orgoglio. 


Grazie a lui Gold Coast (una volta il Ghana si chiamava così), ha cominciato la grande ascesa che lo ha portato a diventare il paese che oggi vediamo.
Non vogliamo farvi una lezione di storia, ma consigliamo a tutti di approfondire la storia d’Africa, è molto intrigata e ricca di intellettuali stimolanti.

Noi continuiamo a cazzeggiare nel nostro appartamento. Oggi è festa per tutti, e anche gli Obroni si sentono un po’ più africani.


"We have the blessing of the wealth of our vast resources, the power of our talents and the potentialities of our people. Let us grasp now the opportunities before us and meet the challenge to our survival. "
Kwame Nkrumah
Address to the National Assembly
. 26 March 1965



Oxford street, Accra. Diciottesimo giorno



Ti alzi e vedi uno che si fa la doccia sul tetto di fronte. Non ci sono semafori, e quelli che ci sono, non se li fila nessuno. Il clacson è senza dubbio il principale mezzo di comunicazione. Si contratta tutto, dal taxi alle sigarette. Nessuno corre. E se c'è qualcuno che corre, è nigeriano. Non esiste il tramonto, si passa dalla luce al buio in 10 minuti. Nelle serie tv le donne si incazzano, gli uomini piangono. Ma soprattutto capisci al volo di essere su un altro mondo. Anzi, scusate, il mondo ė lo stesso, ė solo che noi “obroni”(bianchi) ci stupiamo sempre delle cose che non capiamo.



Labadi Beach


Siamo atterrati da venti giorni ad Accra.
L'odore di questa città ti sbatte in faccia non appena esci dall'aeroporto. Acre, come il suo nome, e dolce come ci si immagina mamma Africa. Un grande calderone di aromi, fetori, sorrisi.

Stamattina quell’uomo nudo sul tetto, che si lavava con estrema cura, ci ha convinto a scrivere. Pensieri slegati dal mondo, scritti da tre pecore bianche in mezzo ad un gregge di pecore nere, confuse come questa città, come questo blog.


 
 
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